cura del capello


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Anatomia del capello

Biologia della pelle, dei peli e dei capelli
La pelle è un organo in constante mutazione che comprende varie cellule e strutture specializzate. Ha grandissima importanza nel corpo umano e nel corpo dei mammiferi in generale. E’ il secondo organo nel corpo per dimensione ed è assolutamente necessario per la sopravvivenza d’un individuo.
Infatti, fa da intermediario tra l’ambiente esterno e le parti interne del corpo, controllando i continui scambî che hanno luogo attraverso i suoi molteplici strati. La pelle giace sul tessuto sottocutaneo che è per la gran parte composto da una morbida rete di fibra di collagene, cellule adipose e tessuto muscolare. Questa disposizione multistratificata deriva dall’ectoderma e dal mesoderma dell’embrione il quale dà vita sia all’epidermide (lo strato esterno visibile ad occhio nudo) e al derma (lo strato interno). Sono presenti, inoltre, entro questi strati, appendici specializzate derivate dall’ectoderma e/o dal mesoderma (tra cui ghiandole sebacee, ghiandole sudoripare, follicoli piliferi e nervi sensorî).
La pelle svolge numerose funzioni:
a) agisce da supporto fisico resiliente; protegge gli strati sottostanti dalle aggressioni esterne ed impedisce l’assorbimento di sostante chimiche indesiderate e potenzialmente nocive
b) si disfa di materiali di scarto come sali e acqua
c) è in grado di mantenere costante la temperatura
d) contiene pigmenti di melanina che proteggono dall’eccesso di raggi ultravioletti
e) permette di percepire a livello sensoriale temperatura, pressione, dolore e forma grazie ad un complesso sistema di recettori sensoriali
f) l’epidermide – e in particolare il più esterno degli strati di pelle cheratinizzati ossia lo strato corneo – fornisce una protezione passiva per contrastare l’accesso di organismi patogeni opportunistici.

La pelle svolge anche una funzione immunologica

La pelle gioca un ruolo importante dal punto di vista immunitario in quanto svolge la funzione di sorvegliante immunologico. Si comporta come una vera e propria barriera protettiva che, a sua volta, consente completa interazione col mondo esterno.
Essenziale per molte di queste proprietà è l’appendice del follicolo pilifero.

Da che cosa è composto il pelo?

Il pelo consta di due strutture separate: il follicolo che ha sede nella pelle ed il fusto che sta al di fuori. Esso è costituito da cheratina, la stessa sostanza di cui son fatte le unghie e lo strato superiore dell’epidermide (strato corneo). Diverse cellule dislocate nella radice del capello producono cheratina e melanina, fornendo così colore al capello. E’ importante notare che il capello è l’unica struttura corporea capace di rinnovarsi completamente, senza lasciare cicatrici. Sua funzione precipua è quella di garantire protezione contro la perdita di calore tramite la formazione di un invisibile strato isolante che intrappola l’aria nella zona prossima alla pelle. Diverse specie di mammiferi sviluppano pellicce invernali particolarmente folte dotate di capacità di conservazione termica superiori grazie al progressivo adattamento all’ambiente circostante. Il pelo delle lontre, ad esempio, serve per intrappolare uno strato d’aria attorno al corpo tale da permetter loro di conservare meglio il calore e di aumentare la capacità di galleggiamento quando nuotano. Molte specie vanno in contro a mute del pelo per adattarsi ai cambiamenti stagionali; questa è una caratteristica assai diffusa in natura.

I peli ed il sesso

I peli, oltre a ciò, sono anche indicatori di sviluppo sessuale; esso si manifesta attraverso l’espressione di caratteri sessuali secondarî, come lo sviluppo della barba e dei peli corporei nell’uomo o la crescita della criniera nel leone. I peli sono molto importanti anche per attrarre compagni. La loro qualità e la distribuzione del loro colore vengono interpretati come segnali di buona salute e forza di un individuo. Sono altresì utili per strategie mimetiche di sopravvivenza, quando alcuni colori si confondono coll’ambiente in cui vive l’animale consentendogli di non essere visto. La fibra pilifera costituisce anche un valido ausilio per la protezione del corpo; sviluppare una barriera robusta è utile per proteggere l’epidermide dai danni minori e dai raggi ultravioletti.

Peli "specializzati" Le ciglia e le sopracciglia - che sono peli specializzati - proteggono gli occhi dalla polvere e dal sole: esse agiscono incanalando e spazzando via i liquidi ed i minuscoli detriti che vengono a trovarsi in prossimità loro. I peli del naso arrestano le particelle estranee trasportate dall’aria prima che queste riescano a dirigersi verso i polmoni. I peli presenti sul cuoio capelluto garantiscono un certo grado di isolamento termico. Inoltre, la fibra pilifera aumenta l’estensione dell’area di superficie grazie a cui l’evaporazione del sudore proveniente dalle vicine ghiandole apocrine può avvenire più rapidamente. Addirittura, alcuni follicoli piliferi possiedono una rete di nervi molto sviluppata che sta loro attorno così da poter fornire informazioni sensorie riguardo l’ambiente circostante. Tutte queste caratteristiche costituiscono un grande vantaggio per molte specie che necessitano capacità sensoriali estese. Di conseguenza il follicolo pilifero svolge una funzione di grande rilievo per la sopravvivenza della più parte dei mammiferi.
Negl’esseri umani, da un punto di vista biologico, il pelo ha progressivamente perso importanza sebbene continui a svolgere una seppur limitata funzione decorativa e protettiva.

Il cuoio capelluto: richiami di anatomia e fisiologia della cute
La pelle, o cute, è formata da due strati, una superficiale, EPIDERMIDE, ed una profonda, DERMA, sotto la quale si trova l’ IPODERMA o tessuto adiposo sottocutaneo. L’epidermide è separata dal derma dalla MEMBRANA BASALE.

L’epidermide
(tessuto epiteliale di rivestimento) è formata da 4 diversi stipiti cellulari dei quali il più importante, “cheratinociti”, si distribuisce in numerosissime file di cellule sovrapposte suddivise in 5 strati: basale, spinoso, granuloso, lucido (presente solo sul palmo della mano e sulla pianta del piede) e corneo; i cheratinociti si riproducono nella parte più profonda, strato basale, e da qui, “invecchiando”, risalgono via via verso la superficie (in un tempo medio di 28 giorni) elaborando nel loro interno una proteina (cheratina) dotata di particolare resistenza nei confronti delle aggressioni esterne (saponi, olii, solventi, caldo e freddo, radiazioni visibili e ultraviolette, germi e funghi patogeni etc).
Il distacco delle cellule, ormai morte, dalla superficie, avviene in genere in maniera invisibile; se invece, per qualche motivo, si formano degli ammassi cellulari (centinaia o migliaia di elementi), il distacco diventa visibile sotto forma di squame (l’esempio più conosciuto è quello della forfora). Essendo lo strato basale l’unico ad avere bisogno di nutrimento che riceve dal sottostante derma), l’epidermide è priva di circolazione arteriosa e venosa.

La membrana basale
è una struttura complessa, di forma ondulata, che ha il compito sia di ancorare l’epidermide al derma sia di permettere e regolare gli scambi di sostanze (nutritive e di rifiuto) fra questi due tessuti. Nel derma (tessuto connettivale) le cellule sono più scarse e di vario tipo: fra queste ricordiamo i fibroblasti, i mastociti e i macrofagi. I più importanti sono i primi che producono sia una sostanza gelatinosa (definita “sostanza fondamentale”), formata principalmente da acqua, sali, zuccheri e proteine, sia fibre di vario tipo (reticolari, collagene ed elastiche) con il compito di fornire sostegno, consistenza ed elasticità al tessuto stesso. Il derma è ricco di vasi sanguigni, linfatici, fibre e terminazioni nervose.

L’ipoderma
(tessuto adiposo sottocutaneo) è, infine, composto principalmente da fasci di grosse fibre intrecciati fra loro (in diretta continuazione di quelli del derma) che delimitano una serie di spazi (logge adipose) occupati da cellule adipose; cellule e terminazioni nervose sono più scarse mentre abbondante si presenta l’irrorazione sanguigna. Sotto l’ipoderma si trovano le fasce muscolari con i relativi muscoli.

Il capello
Nel capello normalmente sviluppato si distinguono tre parti:
1) una esterna al follicolo, visibile, detta STELO o FUSTO (spessore medio nell'adulto 65-78 micron);
2) una interna al follicolo stesso, tra l'ostio del follicolo e l'attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, detta RADICE, "immersa" pertanto nella cute e quindi normalmente non visibile;
3) una ancora più profonda, alloggiata nella porzione inferiore della parte profonda del follicolo, detta BULBO, che contiene, nella parte inferiore (in pratica il "pavimento") due-tre file di cellule sovrapposte a rapida riproduzione che costituiscono la MATRICE (originate, come abbiamo visto poco sopra, dalla guaina epiteliale esterna del follicolo).

La matrice del capello:
Le cellule della matrice sono le uniche cellule germinative e, pertanto, tagliare corti i capelli non può "rinforzarli" in quanto quella che si taglia è una parte di fusto, formata cioè da cellule ormai prive di qualsiasi attività vitale (il vantaggio che si può ottenere tagliando corti i capelli è di altro tipo e dovuto alla minore traumatizzazione con lavaggi, spazzolature, ecc.); il capello non deve quindi essere assimilato ad una pianta che necessita o può comunque trarre beneficio da "potature" periodiche.Le cellule della matrice, via via che si riproducono, spingono verso l'alto quelle nate in precedenza; durante la risalita le cellule, in modo analogo a quelle dell'epidermide, elaborano nel loro interno una proteina, la cheratina, vanno cioè incontro al cosiddetto "processo di cheratinizzazione" diventando progressivamente sempre più rigide. Di queste cellule, all'inizio tutte uguali, alcune vanno a costituire la guaina epiteliale interna (che tende a cheratinizzarsi e quindi ad indurirsi in anticipo rispetto al pelo in modo da "modellarlo"), altre le tre parti strutturali del capello vero e proprio (cuticola, corteccia e midollo). Subito al di sopra delle cellule delle matrice sono presenti alcuni melanociti che hanno il compito di "colorare", immettendovi la melanina, quelle cellule che diventeranno la "corteccia" del capello. Secondo G. Cotsarelis e collaboratori (University of Pennsylvania e New York University School of Medicine) le cellule germinative risiederebbero non nella matrice ma nella già precedentemente ricordata "zona protuberante"; l'Autore riferisce che quando si arriva alla fase catagen la matrice vera e propria degenera e la papilla rimane connessa al bulbo solo una lunga colonna di cellule epiteliali; in seguito la papilla risale attivando le cellule germinative della zona protuberante che migrano verso il basso colonizzando nuovamente la matrice e dando inizio al nuovo ciclo del capello; questa presunta "nuova sede" delle cellule germinative potrebbe spiegare i parziali insuccessi finora ottenuti relativamente alla possibilità di ottenere, in laboratorio, delle colture cellulari capaci di dare origine al pelo: sarebbero state infatti utilizzate le cellule sbagliate! Secondo Rook capelli e peli ricci avrebbero origine da follicoli pilosebacei curvi con asincronia fra tasso di crescita e di cheratinizzazione delle due pareti opposte della guaina epiteliale interna.

L'apparato pilo-sebaceo
Il capello è costituito da una porzione esterna chiamata fusto e da una interna detta radice che termina con un'espansione a clava denominata bulbo.
La ghiandola sebaceaE' posta lateralmente al follicolo pilifero e ha il compito di produrre il SEBO, sostanza grassa acida a pH medio 3,5, orientativamente così composta (sulla superficie cutanea): trigliceridi 30-42%, cere 20-25%, acidi grassi liberi 15-25%, squalene 9-12%, idrocarburi ramificati 4-8%, colesterolo esterificato 2-3%, colesterolo libero 1-1,5%, altre sostanze come di- e monogliceridi, glicerolo, ecc. 3-5%).
Il sebo ha due funzioni principali:
1) contribuire, con il sudore, alla formazione del film idro-lipidico di superficie, emulsione acqua in olio che protegge la superficie cutanea dalle aggressioni chimiche (detergenti, solventi, inchiostri, ecc.) e batteriche;
2) lubrificare e impermeabilizzare la superficie esterna del capello via via che questo si allunga. Il dotto escretore della ghiandola sebacea si apre nella parte superiore del follicolo in modo da lubrificare il capello prima ancora che quest'ultimo appaia sulla superficie cutanea. Sul cuoio capelluto la produzione totale di sebo è di 650-700 mg nelle 24 ore. Il film idrolipidico, dopo asportazione con detergente, si ricostituisce in tempi brevi (3-6 ore) anche se la ghiandola sebacea non sembra, al contrario di quanto comunemente affermato, poter aumentare la propria attività rispetto al normale. Il sebo non ha la possibilità di spostarsi in modo autonomo lungo il fusto del capello. Il fatto che i capelli possano nuovamente "ungersi" dopo il lavaggio deriva, con ogni probabilità, dalla riduzione della tensione superficiale (determinata da forze fisiche presenti fra le "tegole" della cuticola di due o più capelli), associata ai continui sfregamenti. La velocità di migrazione del sebo aumenta se i capelli vengono continuamente toccati con le mani o pettinati. Inoltre, nei soggetti ai quali si "ungono" facilmente i capelli, il sebo si presenta più fluido e quindi con più alta velocità di migrazione. Nei soggetti con seborrea (vedi) l'abbondanza di sebo provoca numerosi inconvenienti estetici come adesione delle polveri ambientali, dei residui cheratinici, delle sostanze di rifiuto veicolate dal sudore e "impiastricciamento" dei cosmetici applicati. L'attività produttiva delle ghiandole sebacee è controllata dagli ormoni circolanti, in particolare dagli androgeni di origine gonadica e surrenalica (il più attivo in tal senso sembra essere l'androstandiolo). Le ghiandole producono attivamente sebo durante la vita fetale e poi dopo i 9-10 anni. La produzione di sebo subisce una brusca e notevole riduzione nella donna alla menopausa mentre nell'uomo diminuisce in genere lentamente dopo i 68-70 anni di età.La composizione del sebo è la seguente:1) acidi grassi liberi 30% 2) gliceridi 29% 3) esteri della cera 20% 4) squalene 11% 5) colesterolo 4% 6) vari 6%
Il muscolo pilo-erettoreE' disposto obliquamente a lato della ghiandola sebacea dalla parte dell'angolo ottuso formato dall'asse del follicolo con la superficie orizzontale dell'epidermide. Delle due inserzioni, quella profonda è sulla guaina epiteliale esterna a livello della parte inferiore del terzo medio del follicolo (sulla zona protuberante) mentre quella superficiale si àncora al derma papillare per mezzo di fibre dissociate su un'area relativamente vasta.La sua funzione è, contraendosi, di raddrizzare il pelo ("orripilazione"): l'aria che rimane intrappolata fra i peli si riscalda a contatto con la superficie corporea ed essendo una cattiva conduttrice di calore ripara il corpo dal freddo ambientale. Secondo alcuni Autori la contrazione del muscolo pilo-erettore potrebbe favorire, per compressione, lo svuotamento della ghiandola sebacea. Il muscolo è assente nei peli di tipo lanuginoso. Inoltre esso garantisce il mantenimento del pH normale (5,5) e di una buona idratazione ed elasticità cutanea.

Il ciclo di crescita (vita) del capello: Fisiologia del capello

Il cuoio capelluto di un individuo adulto ha una superficie oscillante fra 550 e 650 cm². Il numero di follicoli per cm² varia con l'età: 1135 alla nascita, 635 a 30 anni, 415 a 60 anni. Nei calvi questi valori possono essere anche notevolmente inferiori. I capelli veri e propri sono in media 160-240 per cm² (cioè, in pratica, solo un follicolo su tre è "abitato" da un vero capello mentre negli altri due è presente solo un piccolo pelo vellus). Il numero totale dei capelli in un giovane adulto varia pertanto da 90.000 a 150.000 e scende a 60.000-100.000 con l'avanzare dell'età. Il diametro medio, come già accennato, è 65-78 micron (meno di 50 micron nell'età senile). Il tasso di crescita normale varia da 0,30 a 0,35 millimetri al giorno. Nel follicolo si alternano cicli di crescita e cicli di riposo. Solo di rado la stessa papilla dà origine a più di un pelo: normalmente ogni volta che un capello in telogen (ved. più avanti) è caduto se ne forma una nuova che dà il via a un nuovo anagen.Il ciclo del capello viene suddiviso in tre fasi:
1) di crescita (ànagen)
E' suddiviso a sua volta in 6 sottofasi che iniziano con l'avvio dell'attività mitotica delle cellule della matrice e proseguono con la discesa della parte inferiore del follicolo che va a raggiungere la papilla, poi con la comparsa della guaina epiteliale interna e infine con quella del pelo che via via si allunga fino a raggiungere e superare l'ostio follicolare. Il periodo dura in media 2-4 anni nell'uomo e 3-7 anni nella donna. Dato che il capello si allunga in media circa 1 cm al mese - ma può, nella donna, arrivare a 1,5 - si comprende come le lunghezze massime raggiungibili nei capelli possano essere assai differenti nei due sessi. Questo capello, ben ancorato con le sue guaine, può essere asportato solo esercitando una forte trazione e il trauma sarà accompagnato da dolore;
2) di progressivo arresto delle varie funzioni vitali (càtagen)
Inizia con l'arrestarsi dell'attività mitotica delle cellule della matrice e dell'attività metabolica dei melanociti; segue la scomparsa della guaina epiteliale interna; poi la guaina epiteliale esterna forma un "sacco" che circonda le ultime cellule prodotte dalla matrice (in lento movimento di risalita); il bulbo rimane collegato alla papilla tramite una colonna cellulare, le ultime prodotte dalla matrice (al microscopio il capello assume il caratteristico aspetto a "coda di topo"). Questa fase dura il tempo necessario (funzione della profondità) al bulbo per risalire fino al colletto e termina con la perdita della guaina e, idealmente, con l'inizio di un nuovo anagen;
3) di riposo funzionale (tèlogen)E' il periodo terminale durante il quale il capello si trova ancora nel follicolo pilifero ma le attività vitali sono completamente cessate. Questo capello, pur "morto", prima di cadere rimane ancora sul cuoio capelluto per un po' di tempo. I capelli in telogen vengono via (senza dolore!) se si esercita una trazione anche modesta. Il bulbo, ormai atrofico, cheratinizzato, di aspetto translucido, si presenta come una capocchia di spillo alla base del capello facendo preoccupare spesso il paziente che crede, a torto, di aver perduto la parte vivente del capello, cioè quella germinativa, che in realtà è rimasta alloggiata in profondità nel cuoio capelluto pronta, se tutto procede regolarmente, a dare il via ad un nuovo anagen e ad un nuovo ciclo.

Nell'essere umano, a differenza di molti mammiferi, il ricambio dei capelli avviene "a mosaico", cioè ogni follicolo produce il suo capello indipendentemente da quelli vicini; in questo modo non si alternano, come invece avviene per molti animali, periodi in cui si hanno i capelli a periodi in cui questi non ci sono (muta).Una "accelerazione" del ricambio è tuttavia presente nella maggioranza degli individui in primavera e autunno (effluvium stagionale fisiologico). Il capello in telogen può cadere da solo o essere sospinto fuori da quello nuovo in crescita.

Struttura del capello

I peli si dividono in:
peli piccoli e quasi invisibili, lanugine o vellus, distribuiti su tutta la superficie cutanea ad eccezione del palmo della mano e della pianta del piede; - peli grossi e colorati, peli terminali, rintracciabili solo in alcune sedi (cuoio capelluto, ascelle, pube, area della barba nel maschio etc...). Il PELO è situato in un particolare "alloggio" della pelle, a forma di sacco, inclinato di circa 75° rispetto alla linea della superficie cutanea, denominato FOLLICOLO PILIFERO. La parte inferiore del follicolo pilifero si trova normalmente nella parte più profonda del derma ma il livello è variabile da pelo a pelo (per i capelli la profondità media è di circa 0,6-1 cm). In corrispondenza del terzo superiore del follicolo pilifero sbocca la ghiandola sebacea (vedi) per cui l'insieme viene più propriamente definito follicolo pilosebaceo. Al di sotto della ghiandola sebacea, sulla parete esterna del follicolo, è ancorata l'estremità inferiore del muscolo erettore del pelo per cui, nel suo complesso, il follicolo pilosebaceo si presenta nel seguente modo. disegno Sia il muscolo che la ghiandola sono sempre posti dalla parte dell'angolo ottuso formato dall'asse del follicolo con la superficie orizzontale dell'epidermide (in questo modo la contrazione del muscolo fa assumere al pelo una posizione verticale).

Nel follicolo si distinguono:
1) uno sbocco sulla superficie cutanea, OSTIO, da non confondere con il poro sudoriparo (sbocco della ghiandola sudoripara eccrina); 2) una strozzatura a livello del terzo superiore, COLLETTO, nel cui punto inferiore sbocca la ghiandola sebacea e termina la guaina epiteliale interna;
3) una porzione compresa fra ostio e colletto, INFUNDIBOLO, dove fra pelo e parete del follicolo è presente uno spazio libero, normalmente riempito di aria, sebo e detriti cellulari;
4) una fra colletto e attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, PARTE INTERMEDIA o ISTMO;
5) una al di sotto dell'istmo stesso, PARTE PROFONDA; al centro di quest'ultima, nella parte inferiore (cioè in pratica alla base del follicolo), è presente un'incavatura rivolta verso l'alto, delimitata dalle cellule della matrice e contenente una struttura connettivale, una specie di "gomitolo" di vasi sanguigni, linfatici e strutture nervose, PAPILLA, che ha il compito di provvedere al nutrimento ed al controllo endocrino delle cellule della matrice del pelo. Strutturalmente nel follicolo, dall'esterno verso l'interno, si riconoscono:) la GUAINA CONNETTIVALE, ricca di terminazioni nervose e formata da strati concentrici e longitudinali di fibre collagene con numerose cellule (fibroblasti); 2) la MEMBRANA VITREA, diretta continuazione della membrana basale cutanea (rispetto alla quale ha perduto il caratteristico aspetto ondulato); 3) la GUAINA EPITELIALE ESTERNA, diretta continuazione degli strati più profondi dell'epidermide che si approfondano seguendo la membrana vitrea (le cellule che la compongono, in basso, in corrispondenza della papilla, assumono le caratteristiche proprie della matrice del pelo; la guaina epiteliale esterna presenta da un lato, quello in cui il follicolo forma con il piano cutaneo un'angolo ottuso, un'apertura irregolarmente circolare attraverso cui passa il dotto escretore della ghiandola sebacea; più in basso questa guaina diventa più spessa formando una sporgenza, zona protuberante, sulla quale si trova il punto inferiore di ancoraggio del muscolo erettore del pelo; 4) la GUAINA EPITELIALE INTERNA, formata da tre strati di cellule che originano, come quelle del pelo, dalle cellule della matrice; i sui compiti sono a) formare un involucro più rigido rispetto al pelo che contiene, in modo da modellarlo ed orientarlo correttamente, b) di dare fusto un ancoraggio forte e sicuro ingranando la sua cuticola con la cuticola del pelo. La guaina epiteliale interna, che è quindi a diretto contatto con il pelo, termina in corrispondenza del colletto; a questo livello le sue cellule desquamano all'interno dell'infundibolo e si mescolano al sebo.


Nel capello normalmente sviluppato si distinguono tre parti:

1) una esterna al follicolo, visibile, STELO o FUSTO (spessore medio nell'adulto 65-78 micron);
2) una interna al follicolo stesso, fra l'ostio del follicolo e l'attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, RADICE, "immersa" pertanto nella cute e quindi normalmente non visibile;
3) una ancora più profonda, alloggiata nella porzione inferiore della parte profonda del follicolo, BULBO, che contiene, nella parte inferiore (in pratica il "pavimento") due-tre file di cellule sovrapposte a rapida riproduzione che costituiscono la MATRICE (originate, come abbiamo visto poco sopra, dalla guaina epiteliale esterna del follicolo).
Queste della matrice sono le uniche cellule germinative e, pertanto, tagliare corti i capelli non può "rinforzarli" in quanto quella che si taglia è una parte di fusto, formata cioè da cellule ormai prive di qualsiasi attività vitale (Il vantaggio che si può ottenere tagliando corti i capelli è di altro tipo e dovuto alla minore traumatizzazione con lavaggi, spazzolature etc); il capello non deve quindi essere assimilato ad una pianta che necessita o può comunque trarre beneficio da "potature" periodiche. Le cellule della matrice, via via che si riproducono, spingono verso l'alto quelle nate in precedenza; durante la risalita le cellule, in modo analogo a quelle dell'epidermide, elaborano nel loro interno una proteina, la cheratina, vanno cioè incontro al cosiddetto "processo di cheratinizzazione" diventando progressivamente sempre più rigide. Di queste cellule, all'inizio tutte uguali, alcune vanno a costituire la guaina epiteliale interna (che tende a cheratinizzarsi e quindi ad indurirsi in anticipo rispetto al pelo in modo da "modellarlo"), altre le tre parti strutturali del capello vero e proprio (cuticola, corteccia e midollo). Subito al di sopra delle cellule delle matrice sono presenti alcuni melanociti che hanno il compito di "colorare", immettendovi la melanina, quelle cellule che diventeranno la "corteccia" del capello. Secondo G. Cotsarelis e collaboratori (University of Pennsylvania e New York University School of Medicine) le cellule germinative risiederebbero non nella matrice ma nella già precedentemente ricordata "zona protuberante"; l'Autore riferisce che quando si arriva alla fase catagen la matrice vera e propria degenera e la papilla rimane connessa al bulbo solo una lunga colonna di cellule epiteliali; in seguito la papilla risale attivando le cellule germinative della zona protuberante che migrano verso il basso colonizzando nuovamente la matrice e dando inizio al nuovo ciclo del capello; questa presunta "nuova sede" delle cellule germinative potrebbe spiegare i parziali insuccessi finora ottenuti relativamente alla possibilità di ottenere, in laboratorio, delle colture cellulari capaci di dare origine al pelo: sarebbero state infatti utilizzate le cellule sbagliate! Secondo Rook capelli e peli ricci avrebbero origine da follicoli pilosebacei curvi con asincronia fra tasso di crescita e di cheratinizzazione delle due pareti opposte della guaina epiteliale interna.

La sezione del capello
Tagliando un capello in senso orizzontale se ne può apprezzare la struttura, suddivisibile in tre parti:
1) Cuticola:Esterna, formata da un'unica fila di cellule trasparenti e sottili (spessore 0,2-0,5 micron) disposte in fila verticale a livello della radice e invece obliquamente, a "scaglie", con l'estremità inferiore attaccata alla corteccia e quella superiore staccata (tipo "spiga di grano") a livello del fusto. Data la posizione in cui si trova, la cuticola è la prima ad essere danneggiata quando il capello è stato maltrattato (shampoo inadeguati, permanenti, spazzolature, ecc.);
2) Corteccia:Intermedia, è la parte più abbondante; è formata da cellule più grosse, di forma fusata, lunghe 90 micron e larghe 5 micron (1 micron = 1 millesimo di millimetro), disposte verticalmente in file parallele; contengono un pigmento colorato, la melanina, che tende a ridursi con l'età facendo diventare il capello "bianco" (processo di incanutimento). Da quanto detto è evidente che per "decolorare" il capello (ad esempio con acqua ossigenata) è necessario che le reazioni chimiche avvengano a livello della corteccia dato che la cuticola, più esterna, non è colorata; quest'ultima, se il capello viene esaminato al microscopio a forte ingrandimento dopo una decolorazione, si presenta infatti gravemente danneggiata o addirittura scomparsa;
3) Midollo:Interno, formato da cellule arrotondate, disposte a colonne, generalmente separate fra loro da spazi d'aria (l'aria trattenuta ha funzione determinante per la protezione dal freddo e per questo motivo il midollo supera negli animali il 50% dello spessore totale del pelo mentre è scarsamente rappresentato e talora assente nella specie umana).

Composizione chimica del capello

L'analisi chimica del capello ci indica quelli che sono i costituenti principali, oltre all'acqua, del capello: cheratina, lipidi, minerali e pigmenti.
Cheratina E' una proteina contenuta principalmente nella corteccia (della quale costituisce la massima parte); gli aminoacidi presenti nella cheratina sono 18 ma, in maggiore quantità: ritroviamo la cisteina, la cistina (derivata dalla condensazione di due molecole della prima con perdita di acqua e formazione di legami disolfuro), la serina, l'acido glutammico, la glicina, la treonina, l'arginina, la valina, la leucina e l'isoleucina.
Lipidi Costituiti da trigliceridi, cere, fosfolipidi, colesterolo, squalene e acidi grassi liberi, sono quantitativamente documentabili con estrema difficoltà in quanto in massima parte derivati da quelli del sebo.Minerali (oligoelementi)Rappresentano una componente essenziale dei sistemi proteico-enzimatici. Esiste una correlazione diretta fra la quantità di oligoelementi presenti nel sangue e quelli presenti nel capello:a) ferro (media 4-12 mg/gr): è più abbondante nei capelli rossi rispetto a quelli biondi e neri.b) magnesio (media 30-45 mg/gr): è più abbondante nei capelli di colore nero (fino a 170mg/gr). Catalizza la trasformazione dell'ATP in cAMP, in seguito alla attivazione della adenilciclasi, e la degradazione dell'cAMP in 5-AMP ad opera della fosfodiesterasi (vedi). c) zinco (media 150-180 mg/gr): è indispensabile per la corretta attività delle cellule germinative della matrice. In sua carenza il capello si indebolisce e rallenta il ritmo di crescita. L'eccesso di zinco determina carenza di rame a causa dell'induzione dell'enzima tioneurina che, a livello intestinale, lega il rame in modo preferenziale rallentandone o impedendone l'assorbimento. d) rame (media 16-50 mg/gr): è indispensabile per catalizzare la conversione della tirosina a DOPA (nel processo di sintesi della melanina) e per consentire l'ossidazione della cisteina in cistina con formazione dei ponti disolfuro. e) piombo (media 10-30 mg/gr): è più abbondante nei capelli di colore castano. Dato che la quasi totalità del piombo presente nell'organismo deriva da quello esogeno e poiché il capello ne rappresenta la sede principale di accumulo, la sua misurazione a livello della parte distale del fusto viene utilizzata per valutare la presenza di questo metallo nell'inquinamento ambientale.La carenza di proteine e/o sali minerali sarà evidenziata al microscopio da un fusto sottile associato a bulbi molto piccoli (se il capello è costituzionalmente sottile i bulbi appariranno invece normali).
PigmentiSono rappresentati dalle melanine (sostanze colorate), presenti nel pelo in forma diffusa o granulare. Sono insolubili in acqua, solubili negli acidi forti, decolorabili con acqua ossigenata. I melanociti, utilizzando la tirosina (che è un aminoacido, cioè un costituente delle proteine) come precursore, sintetizzano due principali tipi di melanina: l'eumelanina, scura e presente nei capelli neri e la feomelanina, più chiara e presente nei capelli dorati, biondi o rossi.I principali elementi chimici presenti nel capello sono:1) carbonio 45% 2) ossigeno 28% 3) azoto 15% 4) idrogeno 6,7% 5) zolfo 5,3% Sono presenti inoltre diversi oligoelementi fra cui si può determinare con metodi complessi (mineralogramma) la presenza di: Ca, Mg, Sr, B, Al, Si, Na, K, Zn, Cu, Mn, Fe, Ag, Au, Hg, As,Pb, Sd, Ti, W, Mo, I, P, Se.Le percentuali degli oligoelementi presenti nei capelli sono una caratteristica soggettiva di ciascun individuo come le impronte digitali.
L'80% circa del peso del capello è dovuto alla presenza di proteine (polimeri di aminoacidi) fra cui la principale è la cheratina composta da 18 amminoacidi.I principali aminoacidi che compongono la cheratina sono:1) cistina 17,5% 2) serina 11,7% 3) acido glutammico 11,1% 4) treonina 6,9% 5) glicina 6,5% 6) arginina 5,6%

Forma dei capelli

Tutti i follicoli dei peli hanno un'angolazione rispetto all'epidermide, nel cuoio capelluto il capello spunta con una inclinazione di circa 75.Il numero dei follicoli presenti alla nascita nel cuoio capelluto è determinato geneticamente.I capelli sotto forma di lanugine si formano già nel quinto mese di vita fetale.La forma dei peli è una caratteristica razziale; si distinguono 3 tipi di capelli: 1) LISSOTRICI: lisci e a sezione rotonda, tipici delle razze mongoliche2) CIMOTRICI: ondulati o ricci a sezione ovale, tipici delle razze caucasiche (europee)3) ULOTRICI: lanosi e crespi a sezione piatta, tipici delle razze negroidi.La foltezza dei capelli varia a seconda delle zone del cuoio capelluto ed è mediamente di 150 per centimetro quadrato. La popolazione totale dei capelli del cuoio capelluto è di circa centomila, la densità massima si ha nei biondi, la minima nei rossi.La velocità di crescita è di 0,37 mm al giorno ed è maggiore nella donna; in ogni caso tende a diminuire con l'età.Lo spessore del capello varia nelle diverse razze e va da un minimo di 60 micron ad un massimo di 100 (un decimo di millimetro) nelle razze orientali.

Colore dei capelli
Il colore dei capelli è determinato dalla melanina, un pigmento prodotto da cellule specifiche chiamate melanociti situate all'apice della papilla dermica.
L'intera gamma dei colori dei capelli deriva da due tipi di melanina: le eumelanine, che danno capelli marroni o neri, e le feumelanine che danno capelli rossi (rutilismo).Il capello biondo è determinato da una scarsa attività dei melanociti.
Esiste anche un fenomeno rarissimo di crescita di capelli di diverso colore nello stesso individuo, è detto eterocromia.
Abbastanza particolare è il fenomeno del rutilismo che ha una incidenza molto bassa, circa l'1%, in quasi tutte le popolazioni, eccetto la Scozia dove arriva al 10%.
La canizie (capelli bianchi) è un fenomeno fisiologico dovuto a una riduzione della funzione dei melanociti con l'invecchiamento; l'età media della comparsa dei primi capelli bianchi è di 35 anni, partendo dalle tempie verso il vertice.Per canizie precoce s'intende la comparsa attorno ai 20 anni dei primi capelli bianchi e ha una trasmissione ereditaria; può essere anche un segnale di malattie autoimmunitarie. per la canizie si può utilizzare un integratore alimentare a base di Paba (acido paraaminobenzoico) contenuto in un integratore chiamato AVIRPLAX , ricco di altri importanti antiossidantiantiossidanti. (Dosaggi da una a due compresse al di).


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